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Via libera al beneficio Mezzogiorno, i beni sono connessi alla centrale

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L’impiego fuori dal territorio agevolato non è impedimento per il bonus, perché sussiste un nesso funzionale sufficientemente stringente con la struttura produttiva principale

Gli investimenti in macchinari informatizzati accedono al “credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno”, anche se i beni sono utilizzati al di fuori della zona agevolata dove è ubicato lo stabilimento centrale, in quanto hanno comunque la finalità di incrementare la capacità produttiva e l’efficienza dello stesso stabilimento.

Questo, in sintesi, il contenuto della risposta n. 252 del 6 agosto 2020, con la quale l’Agenzia “autorizza” la società istante a fruire del bonus fiscale introdotto dalla legge n. 208/2015 (articolo 1, commi da 98 a 108), a una sola condizione: che la stessa mantenga, in ogni caso, il possesso dei beni, anche quando questi ultimi vengono utilizzati presso strutture localizzate al di fuori dei territori agevolabili, sopportandone i relativi rischi (guasti, responsabilità civile verso terzi, eccetera) e servendosi, per il loro impiego, di proprio personale.

In sostanza, anche se il credito di imposta spetta esclusivamente per investimenti in beni strumentali nuovi – vale a dire macchinari, impianti e attrezzature varie – facenti parte di un progetto di investimento iniziale e destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo, in presenza di un dimostrabile nesso funzionale sufficientemente stringente tra la struttura produttiva, ubicata nelle zone agevolate, e i luoghi in cui il bene acquistato viene effettivamente utilizzato, una “deroga” è possibile.

Infatti, solo se esiste uno stretto vincolo di connessione funzionale tra bene agevolabile e struttura produttiva collocata in uno dei territori agevolabili, l’investimento può contribuire alla crescita di tale struttura produttiva e può essere considerato come sua mera diramazione, a prescindere dalla presenza fisica dello stesso in azienda (cfr risoluzione n. 118/2016, vedi articolo “Credito imposta investimenti al Sud anche per totem digitali “fuori sede”).

L’istante, in ogni caso, come accennato, deve mantenere il possesso del bene anche quando viene utilizzato al di fuori dei territori agevolabili, sopportandone i relativi e servendosi di proprio personale per il suo utilizzo.

Infine, tenuto conto che l’istante non ha ancora richiesto ufficialmente l’accesso al bonus, l’Agenzia ricorda che per avvalersi dell’agevolazione, fino al prossimo 31 dicembre, è necessario inviare un’apposita comunicazione, utilizzando il modello approvato con provvedimento del direttore del 9 agosto 2019.

Fonte FiscoOggi.it