Condominio: in questo caso l’amministratore è obbligato a lavorare gratis

Ci sono delle situazioni in cui l’amministratore di condominio non è tenuto a percepire nulla dai condomini: la recente sentenza lo mette con le spalle al muro.

Le attività e la vita di condominio, in molti casi, possono essere dirottate o modificate direttamente da delle sentenze, che arrivano sia da alcuni organi di controllo, ma che possono arrivare anche direttamente dalla Corte di Cassazione, ovvero dall’ultimo grado di giudizio dei tribunali italiani. Proprio in questi contesti e in base a una recente sentenza, ovvero l’ordinanza numero 7247, che è stata emessa nei giorni scorsi, è cambiato il ruolo dell’amministratore di condominio.

amministratrice di condominio al lavoro
Condominio: in questo caso l’amministratore è obbligato a lavorare gratis (Ebinforma.it)

Questa figura continuava a gestire il palazzo e a farsi pagare anche dopo che il suo contratto era scaduto, almeno fino a quando i condomini non ne sceglievano uno nuovo, ma adesso la musica è cambiata. La recente decisione della Cassazione ha stabilito che, se l’amministratore vuole essere pagato, deve presentare un preventivo chiarissimo e scritto fin dal primo momento in cui accetta l’incarico, cioè se non mette nero su bianco quanto vuole guadagnare per ogni singola attività, la sua nomina non vale nulla.

Quando l’amministratore di condominio decade di fatto dai suoi poteri

Questo significa che, anche se lavora tutto l’anno e l’assemblea approva i conti alla fine, l’amministratore non può pretendere lo stipendio perché il suo incarico è considerato nullo fin dall’inizio, se non c’è una chiara lettera d’incarico. Non è l’unica importante novità stabilita dalla sentenza, perché un’altra riguarda il periodo di tempo che passa tra la scadenza del vecchio contratto e la nomina del nuovo amministratore.

grondaie e tetti di condomini
Quando l’amministratore di condominio decade di fatto dai suoi poteri (Ebinforma.it)

In questo intervallo di tempo, il professionista non ha più i pieni poteri di prima e deve limitarsi esclusivamente a fare le cose urgentissime, come riparare un tubo che perde o mettere in sicurezza un pezzo di muro che sta per cadere, per evitare che qualcuno si faccia male o che il palazzo subisca danni. La cosa fondamentale è che per questo lavoro di “emergenza” fatto dopo la scadenza del mandato, l’amministratore non ha diritto a chiedere soldi ai condomini.

Quali rimborsi può davvero richiedere l’amministratore di condominio?

In pratica, dunque, la legge lo obbliga a prestare questo servizio gratuitamente come dovere per la sicurezza comune, e c’è infine la questione dei rimborsi, che è diventata molto più severa. Se l’amministratore sostiene di aver pagato di tasca propria alcune spese del condominio e vuole i soldi indietro, non basta che lo scriva sui documenti del bilancio, ma deve dimostrare con prove precise, come ricevute o bonifici, di aver usato davvero i suoi soldi personali.

dettaglio delle mani di un amministratore di condominio
Quali rimborsi può davvero richiedere l’amministratore di condominio? (Ebinforma.it)

Il fatto che l’assemblea dei condomini approvi il bilancio non significa che ammetta automaticamente di avere un debito con lui, per cui senza prove certe di quanto ha speso, l’amministratore perde il diritto a riavere indietro quelle somme. Si tratta di una sentenza importante, soprattutto perché va a tutela dei condomini che spesso hanno da ridire sulla cattiva gestione dell’amministratore e che fino a oggi erano comunque tenuti a pagarlo.