Coloro che sono nati negli anni ’70, quando potranno andare regolarmente (e finalmente) in pensione? Questa ‘novità’ non piacerà a nessuno.
Il tema che riguarda il sistema previdenziale italiano, da sempre, riscuote grande interesse e seguito, ma – allo stesso tempo – anche grandi polemiche e discussioni. Dopo un’intera vita trascorsa a lavorare e, in alcuni casi, a percepire uno stipendio poco più che dignitoso, è naturale informarsi su quando si ha la possibilità di appendere le ‘scarpette al chiodo’ ed è altrettanto normale mostrare una certa amarezza quando la realtà non corrisponde affatto alle aspettative.
Con lo stato attuale delle cose, il limite d’età da rispettare per andare in pensione e smettere, quindi, di andare a lavorare è fissato a 67 anni. Ovviamente, però, gli anni non è assolutamente l’unico requisito da rispettare in una simile situazione. Per percepire l’assegno mensile dello Stato, infatti, è indispensabile anche aver accumulato ben 20 anni di contributi. Se quest’ultima prerogativa dovesse venire meno, però, bisognerà continuare a lavorare fin quando non verrà ottemperata.
Oltre a questa legge tradizionale, ad ogni modo, è bene sapere che ci sono tante altre possibilità. In questi ultimi anni, ad esempio, si è tanto parlato di pensione anticipata. Si tratta, come si capisce chiaramente, dell’opportunità di smettere di lavorare prima del dovuto, a patto però che si rispettino altri ed importanti requisiti. La domanda, però, adesso sorge spontanea: coloro che sono nati negli anni ’70 quando andranno in pensione?
Coloro che sono nati negli anni ’70 attualmente hanno poco meno di 60 anni. Questo, quindi, vuol dire che hanno ancora ben 10 anni di lavoro da svolgere. Nonostante questo, però, sono piuttosto numerose coloro che sono interessate al tema pensione e sono curiose di sapere quando potranno realmente smettere di lavorare.
Ad oggi, purtroppo, una risposta certa (o, per meglio dire, una data precisa) è impossibile da dare. Il sistema attuale, infatti, prevede che il limite è 67 anni con 20 anni di contributi. Allo stesso tempo, però, stabilisce che l’età per il pensionamento di vecchiaia venga adeguata ogni due anni in base alla speranza di vita. Questo, quindi, significa che fino a quando compiranno gli anni ‘necessari’, può anche essere che la soglia è aumentata e dovranno lavorare ad oltranza.