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Nota occupazione

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Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato, in data 19 marzo 2019, la Nota trimestrale congiunta sulle tendenze occupazionali, relativa al quarto trimestre 2018.

La Nota – elaborata da Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ISTAT, INPS, INAIL e ANPAL – presenta i dati relativi ai flussi di attivazioni, cessazioni e trasformazioni per settore di attività economica e tipologia di contratto, gli stock delle posizioni lavorative dipendenti nelle imprese industriali e dei servizi di fonte Istat, provenienti dalla rilevazione su Occupazione, retribuzioni, oneri sociali (Oros).

Nel quarto trimestre 2018 si osserva una lieve diminuzione dell’occupazione rispetto al terzo trimestre; gli effetti di trascinamento degli incrementi pregressi consentono comunque di registrare ancora una crescita a livello tendenziale, seppur rallentata rispetto al recente passato. Le dinamiche del mercato del lavoro risultano sostanzialmente allineate a quelle del Pil (Prodotto Interno Lordo), anche esse contraddistinte da un lieve calo congiunturale (-0,1% per il secondo trimestre consecutivo, dopo quattordici trimestri di espansione) e da una variazione nulla nei confronti del quarto trimestre del 2017. L’input di lavoro misurato in termini di Ula (Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno) registra una dinamica analoga a quella del Pil a livello congiunturale (-0,1%) e superiore al Pil su base tendenziale (+0,4%). Il tasso di occupazione destagionalizzato risulta pari al 58,6%, stabile in confronto al trimestre precedente a sintesi di un lieve aumento per le donne e di un calo per gli uomini.

L’indicatore supera di oltre tre punti il valore minimo del terzo trimestre 2013 (55,4%) tornando ai livelli pre-crisi e sfiorando il livello massimo del secondo trimestre del 2008 (58,8%).

In questo contesto, l’insieme dei dati provenienti dalle diverse fonti consente di evidenziare i seguenti aspetti:
• Prosegue la crescita tendenziale dell’occupazione dipendente in termini sia di occupati (+0,4%, Istat, Rilevazione sulle forze di lavoro) sia di posizioni lavorative riferite ai settori dell’industria e dei servizi (+1,8%, Istat, Rilevazione Oros). Lo stesso andamento si riscontra nei dati del Ministero del lavoro e delle politiche sociali tratti dalle Comunicazioni obbligatorie (CO) rielaborate1 (+358 mila posizioni lavorative nel quarto trimestre 2018 rispetto al quarto del 2017, e nei dati dell’Inps- Uniemens riferiti alle sole imprese private (+431 mila posizioni lavorative al 31 dicembre 2018 rispetto al 31 dicembre 2017).
L’aumento tendenziale delle posizioni lavorative dipendenti interessa tutte le classi dimensionali d’impresa.
• Per il lavoro indipendente, secondo la Rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat, prosegue la tendenza alla diminuzione congiunturale (-23 mila occupati, -0,4%) rallentando la crescita su base annua (+12 mila occupati, +0,2%).
• Le posizioni lavorative dipendenti presentano, nei dati destagionalizzati, un incremento congiunturale nei settori dei servizi e nell’ Nel quarto trimestre 2018, in base alle CO, le attivazioni sono state 2 milioni 476 mila e le cessazioni 2 milioni 396 mila, determinando un saldo positivo di 80 mila posizioni di lavoro dipendente. La crescita riguarda i servizi di mercato (+46 mila posizioni) e l’industria in senso stretto (+16 mila) mentre continua a ridursi l’agricoltura (-11 mila posizioni). Andamenti analoghi si riscontrano nelle posizioni lavorative dei dipendenti del settore privato extra-agricolo (Istat, Rilevazione Oros), dove la
variazione congiunturale di +0,3% (+34 mila posizioni) è dovuta a un modesto aumento nei servizi (+0,3%, +27 mila posizioni) e nelle costruzioni (+0,3%, +2 mila) e a un ancor più modesto incremento nell’industria in senso stretto (+0,1%, +5 mila).
• L’aumento congiunturale delle posizioni lavorative dipendenti sulla base delle CO riguarda le posizioni a tempo indeterminato (+80 mila) mentre quelle a tempo determinato hanno una variazione nulla. Se le prime continuano a crescere in virtù delle trasformazioni (+140 mila), le posizioni a termine sono ferme dopo la lieve riduzione (-8 mila) nel terzo trimestre 2018 e la crescita ininterrotta dal secondo trimestre 2016 al secondo 2018 (Figura 1).

L’incidenza delle attivazioni a tempo determinato è pari all’80,1%, simile al trimestre precedente (80,0%) ma inferiore rispetto al massimo della serie raggiunto nel quarto trimestre del 2017 (81,1%).

• In termini di saldi tra attivazioni, cessazioni e trasformazioni, su base annua la dinamica delle posizioni a tempo determinato risulta ancora positiva (+129 mila), sebbene in progressivo rallentamento rispetto ai tre trimestri precedenti (+266 mila, +374 mila e +455 mila rispettivamente nel terzo, secondo e primo trimestre). Tale andamento si osserva anche nei dati Inps- Uniemens (+125 mila nel quarto trimestre 2018 rispetto a +240 mila, +369 mila e +501 mila) che comprendono anche il lavoro in somministrazione e a chiamata.

Le posizioni lavorative a tempo indeterminato presentano un aumento nei dati delle CO (+230 mila) in accelerazione rispetto ai tre trimestri precedenti (+122 mila, +71 mila e +21 mila); del tutto analogo è l’andamento registrato dai dati Inps (+306 nel quarto 2018, +155 mila e +66 mila nel terzo e secondo trimestre).

• Secondo i dati Istat della Rilevazione sulle forze di lavoro prosegue, seppur a ritmi meno intensi, l’aumento tendenziale dell’occupazione (+87 mila unità; a cui si associa una diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-105 mila) e degli inattivi (-100 mila).

Tra i giovani di 15-34 anni torna a diminuire l’occupazione, in termini sia congiunturali sia tendenziali, e il relativo tasso cala rispetto al trimestre precedente e cresce lievemente in confronto a un anno prima. Significativo l’impatto dell’invecchiamento della popolazione, che contribuisce a spiegare la crescita del numero degli occupati ultracinquantenni (Figura 4), indotta anche dall’allungamento dell’età

• Nel quarto trimestre 2018 prosegue l’aumento tendenziale del numero dei lavoratori a chiamata o intermittenti sulla base dei dati Inps-Uniemens (+16 mila unità rispetto all’analogo trimestre del 2017; Figura 5), anche se rallenta ulteriormente il tasso di crescita (+7,1% nel quarto trimestre 2018 rispetto al +8,5%, +15,7% e +67,0% rispettivamente nel terzo, secondo e primo trimestre; Figura 6).

• Analogamente l’aumento tendenziale del numero dei lavoratori in somministrazione si è notevolmente ridotto (+0,7%; Figure 5 e 6), dopo il massimo incremento raggiunto nel quarto trimestre 2017 (+27,2%) e il progressivo rallentamento nei successivi trimestri (+23,5%, +13,9% e +7,3%, rispettivamente nel primo, secondo e terzo trimestre del 2018).

• Il numero dei lavoratori impiegati con il Contratto di Prestazione Occasionale e quelli pagati con i titoli del Libretto Famiglia, le due nuove forme contrattuali di lavoro occasionale introdotte operativamente da luglio 2017 in sostituzione del lavoro accessorio (voucher), hanno raggiunto rispettivamente le 20 mila e le 8 mila unità nel quarto trimestre.

• Gli infortuni sul lavoro con esito mortale accaduti e denunciati all’Inail nel quarto trimestre del 2018 sono stati 207 (di cui 139 in occasione di lavoro e 68 in itinere), 26 casi in più rispetto al quarto trimestre del 2017.

• Le malattie professionali denunciate all’Inail e protocollate nel quarto trimestre del 2018 sono state 15.575, in aumento (+4,8%, 708 casi in più) rispetto all’analogo trimestre dell’anno.

Fonti: Ministero del Lavoro e Dottrina del Lavoro

Gli infortuni sul lavoro con esito mortale accaduti e denunciati all’Inail nel quarto trimestre
del 2018 sono stati 207 (di cui 139 in occasione di lavoro e 68 in itinere), 26 casi in più
rispetto al quarto trimestre del 2017.
• Le malattie professionali denunciate all’Inail e protocollate nel quarto trimestre del 2018
sono state 15.575, in aumento (+4,8%, 708 casi in più) rispetto all’analogo trimestre
dell’anno.
Fonti: Ministero del Lavoro e Dottrina del Lavoro

Ticket licenziamenti: dal 18 marzo importi maggiorati.

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Dal 18 marzo scorso le imprese che licenziano dovranno versare all’INPS un contributo NASpI maggiorato di 5,45 euro in più nel 2019. Il contributo è stato aggiornato dall’INPS sulla base della rivalutazione annuale. Nei casi di licenziamenti effettuati nell’ambito di procedure di licenziamento collettivo, l’importo del contributo raddoppia e si triplica in mancanza di accordo sindacale.

Cassazione su trattamento economico lavoratori cooperative

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Con sentenza n. 4951/2019, la Corte di Cassazione, riferendosi alle previsioni dell’art. 3 della legge n. 142/2001 e dell’art. 7 della legge n. 248/2007, ha previsto che ai lavoratori delle società cooperative deve essere assicurato un trattamento economico complessivo non inferiore ai minimi contrattuali previsti per analoghe mansioni dal CCNL di settore o della categoria affine, sottoscritto dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Tale principio non contraddice il principio del pluralismo di associazione sancito dalla nostra Costituzione, in quanto la scelta operata a suo tempo dal Legislatore di garantire dei minimi inderogabili non impedisce al datore di lavoro cooperativo di individuare un contratto collettivo da applicare. La scelta dei minimi complessivi inderogabili va correlata anche a quanto affermato dall’art. 36 della Costituzione ed è una finalità legittima destinata a combattere forme di dumping salariale.
(Fonte Dottrina del lavoro)

INPS: ricongiunzione dei periodi assicurativi ai fini previdenziali per i liberi professionisti

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L’INPS ha emanato la circolare n. 30 del 15 febbraio 2019, con la quale fornisce le istruzioni per il corretto uso delle tabelle (allegate alla circolare) che rappresentano i piani di rateizzazione degli oneri di ricongiunzione, ai fini previdenziali per i liberi professionisti, relativi a domande presentate nel corso del corrente anno 2019, in applicazione del dell’articolo 2, comma 3, della legge 5 marzo 1990, n. 45.

(Fonte INPS)
Roma, 21 febbraio 2019

Licenziamento tutele crescenti

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Il Tribunale di Genova, con Ordinanza del 21 novembre 2018, applicando i principi fissati dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 194/2018 sulla indennità risarcitoria per un licenziamento illegittimo di una lavoratrice assunta con le tutele crescenti in un’azienda con un organico inferiore alle sedici unità, ha fissato la misura massima del risarcimento (sei mensilità calcolate sull’ultima retribuzione utile ai fini del calcolo del TFR), sulla base delle elevate competenze professionali ed alle gravi violazioni di natura contrattuale che hanno portato al licenziamento e sostenendo che le condizioni ed il comportamento tenuto dalle parti costituiscono elementi essenziali nella quantificazione del risarcimento stesso.

Circolare Reddito di Cittadinanza del 04/01/2019

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Viene di seguito pubblicata la Circolare sul Reddito di Cittadinanza del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Figli a carico: maggiore spazio per le detrazioni fiscali dal 2019

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I lavoratori autonomi e dipendenti che ne facciano richiesta hanno diritto al riconoscimento delle detrazioni fiscali.

Agevolazioni alle assunzioni: con la lode scatta l’esonero contributivo per i datori di lavoro

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Un nuovo sgravio contributivo potrà essere riconosciuto ai datori di lavoro del settore privato che assumono nel 2019 a tempo indeterminato giovani laureati che, senza andare fuori corso, abbiano conseguito oltre al 110 anche la lode. Sono esclusi dalle agevolazioni i rapporti di lavoro domestico e le assunzioni nella PA.

Maternità e assistenza ai familiari disabili: l’INPS apre alle unioni civili

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Con messaggio del 2 novembre 2018 n. 4074, l’INPS ha fornito chiarimenti operativi alle sedi locali in ordine alle modalità attuative della sentenza costituzionale n. 158/18.